Duemilacinquecento

ghiaino

Michele Cecchini

DUEMILACINQUECENTO

3000. No vabbé. Non esageriamo. Facciamo 2500.
Tempo fa insieme a un mio amico abbiamo fatto il calcolo di quanti libri grosso modo si ha tempo di leggere nell’arco di una vita.
Abbiamo cercato di starci larghi: se si inizia a 15 anni e si legge fino agli 80, con una media di un libro per settimana, cioé 4 al mese cioé 48 all’anno, si arriva grosso modo a 3000. Per l’esatezza, 3120. Ora, tenendo conto che una media del genere è appunto fin troppo ottimistica, ci siamo assestati sulla più ragionevole cifra di 2500 e forse saremmo dovuti scendere ancora.
Insomma, nel corso della propria vita un lettore accanito (e longevo) mette insieme 2500 volumi.A me pare pochissimo. Se poi non ci si limita alla narrativa degli ultimi anni ma si allarga lo spettro ai classici e alla poesia, alla saggistica e alla letteratura straniera e ad altro ancora, 2500 è una cifra davvero irrisoria.
Giorni fa, ripensando a questa cosa, ho traslato la cifra dei libri alle persone. Si può dire di arrivare a conoscere un minimo, per non dire frequentare 2500 persone nella vita? Forse sì.
Se così fosse, significa che possiamo dedicare a ciascuno qualche ora nell’arco di una sola settimana. Come per la lettura di un libro. Questa cosa mi ha fatto pensare.