Durante un’escursione sull’Altopiano di Pinè, tra Baselga e Montagnaga mi sono imbattuto nella torbiera del Laghestel, un’area protetta fin dal 1974.
Quando fu lanciata l’idea di valorizzare questo luogo costruendovi un villaggio turistico, l’opposizione della Comunità e del Consiglio Comunale costrinsero a un cambio di rotta, per cui l’area divenne il primo biotopo protetto in tutto il Trentino, in seguito riconosciuto come Riserva Naturale.
Oggi conserva oltre 200 specie di piante rare e igrofile e un ricco ecosistema di anfibi, uccelli e piccoli mammiferi tipici degli ambienti palustri e boschivi.
Probabilmente il modo migliore per valorizzare le aree verdi è fare ogni sforzo possibile perché rimangano colorate di verde. Vedi quello che sta accadendo, mutatis mutandis, all’area degli Orti Urbani di Livorno.

Chi è lo scrittore contemporaneo? Soprattutto: a cosa serve? Sono domande che non interessano e su cui non vale la pena perdere tempo.



C’è una sequenza di un film di Vittorio De Sica in cui Sofia Loren è impegnata a rigovernare la cucina. Il regista indugia a lungo sui gesti, sui movimenti, molto più di quanto la scena richiederebbe. La Loren lava i piatti, li asciuga, li impila, sistema la caffettiera, piega la tovaglia e così via. È un piano-sequenza struggente, di una bellezza micidiale. Per me, una vera a propria dichiarazione di poetica, perché conferisce dignità e valore a quei piccoli gesti ordinari e ai loro autori.Max – nelle sue fotografie, all’interno dei suoi versi – fa altrettanto: recupera elementi e dettagli spesso soffocati dall’abitudine, e della cui importanza ci si accorge solo nel momento in cui rischiamo di perderli.