Del colore verde

Durante un’escursione sull’Altopiano di Pinè, tra Baselga e Montagnaga mi sono imbattuto nella torbiera del Laghestel, un’area protetta fin dal 1974.
Quando fu lanciata l’idea di valorizzare questo luogo costruendovi un villaggio turistico, l’opposizione della Comunità e del Consiglio Comunale costrinsero a un cambio di rotta, per cui l’area divenne il primo biotopo protetto in tutto il Trentino, in seguito riconosciuto come Riserva Naturale.
Oggi conserva oltre 200 specie di piante rare e igrofile e un ricco ecosistema di anfibi, uccelli e piccoli mammiferi tipici degli ambienti palustri e boschivi.

Probabilmente il modo migliore per valorizzare le aree verdi è fare ogni sforzo possibile perché rimangano colorate di verde. Vedi quello che sta accadendo, mutatis mutandis, all’area degli Orti Urbani di Livorno.

Se vedi tutti i gatti bigi

“Per me è come parlare del Risorgimento. Hai presente il Risorgimento? Lo senti vivo? Per me è la stessa cosa. È tutto finito, inutile accanirsi. Però il nostro l’abbiamo fatto”.
È un’analisi impietosa eppure lucidissima quella che Maurizio traccia della militanza politica, che ha segnato gran parte della sua vita.
Grazie a una chiacchierata con lui ho scritto il racconto:
SE VEDI TUTTI I GATTI BIGI. Maurizio, che gli è parso giusto così.

Il racconto fa parte della raccolta di ritratti: GIRO DI VITE, una raccolta di brevi ritratti dedicati a persone la cui vita, seppure lontana dai riflettori e dalle cronache, merita a mio avviso di essere raccontata.

Salone del Libro 2026

Domenica 17 maggio 2026

Salone del Libro di Torino
Regione Toscana
Toscana da leggere – Leggere liberi, leggere tutti.
“Lettura e scrittura nell’adolescenza – una bussola per interpretare il mondo”

Con Diletta Fallani (presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Toscana) in dialogo con Michele Cecchini (scrittore e docente) e Francesco Mencacci (direttore scuola scrittura e lettura Carver)

 

 

 

Un morso su Versilia Today

Una recensione su “Un morso all’improvviso”, accurata e approfondita, realizzata da Erika Pucci per il sito: Versilia Today.

Un romanzo che narra, con empatia e senza sentimentalismi, la complessità delle deviazioni psichiatriche, con onestà e senza sconti: a volte si ride, a volte si prova tenerezza, a volte rabbia o dolore

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Un tendine è un tendine

Sulla rivista Il primo amore è stato pubblicato un mio racconto che fa parte della raccolta “Giro di vite”, brevi ritratti di persone la cui esistenza, lontana dai riflettori e dalle cronache, merita a mio avviso di essere raccontata.
Si intitola “Un tendine è un tendine” e parla di Cosmin, artigiano di Timisoara e del suo percorso, fino a una festa di quartiere.

Cosmin a questo punto della narrazione io non lo sapevo che si chiamava così, ma mi anticipo. In compenso ho capito subito che è una persona buona.

Prefazione a Max

È uscito in questi giorni un libro di poesie di Max Spinolo “Fotografando parole”, per Ledizioni Editore. Ho conosciuto Max quando ho avuto la fortuna di imbattermi in quel crogiolo di intelligenze che ruotano e fervono attorno al “Gabbiano”, la libreria di Vimercate. Ne ho sempre apprezzato il lavoro e l’acume, anche nell’approccio ai libri.
Per questo sono stato molto contento quando mi ha chiesto di scrivere la Prefazione a questo suo libro.

 

C’è una sequenza di un film di Vittorio De Sica in cui Sofia Loren è impegnata a rigovernare la cucina. Il regista indugia a lungo sui gesti, sui movimenti, molto più di quanto la scena richiederebbe. La Loren lava i piatti, li asciuga, li impila, sistema la caffettiera, piega la tovaglia e così via. È un piano-sequenza struggente, di una bellezza micidiale. Per me, una vera a propria dichiarazione di poetica, perché conferisce dignità e valore a quei piccoli gesti ordinari e ai loro autori.Max – nelle sue fotografie, all’interno dei suoi versi – fa altrettanto: recupera elementi e dettagli spesso soffocati dall’abitudine, e della cui importanza ci si accorge solo nel momento in cui rischiamo di perderli.

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