Le nostre ore contate

amerighi_fotoUna bella chiacchierata quella di ieri alla Feltrinelli di Livorno insieme a Marco Amerighi, che ha presentato il suo romanzo: Le nostre ore contate (Mondadori).
Lettura vivamente consigliata.
“Perché questo libro ha molte anime, e contiene molti temi e sotto-temi. Non c’è solo l’amianto e l’idea di una letteratura “politica” che illumini alcune tra le pagine più nere della nostra storia italiana: ci sono quattro adolescenti che vedono nella musica punk la possibilità di un futuro diverso da quello dei loro padri; c’è una Toscana aspra e solitaria, lontana dalle immagini stereotipate da cartolina, con i vitigni in fiore o le città d’arte; c’è un rapporto faticoso, quasi ribaltato, tra un padre e un figlio; e poi ci sono due casi di persone scomparse che fanno da il fil rouge all’intera narrazione”. (Sono parole dell’autore).

poesia dell’innocenza

masina_incontro– Eh… E già, poveraccio. Ma se non ci stai te con lui, chi ci sta? Io so ‘gnorante, però ho letto qualche libro. Tu ‘un ci crederai ma tutto quello che c’è a questo mondo serve a qualcosa. Ecco prendi quel sasso lì, per esempio.
– Quale?
– Questo… uno qualunque. Be’, anche questo serve a qualcosa, anche questo sassetto.
– E a cosa serve?
– Serve… Ma che ne so io? Se lo sapessi sai chi sarei?
– Chi?
– Il Padreterno che sa tutto… quando nasci, quando muori e chi può saperlo? No. ‘Un lo so a cosa serve questo sasso qui ma a qualcosa deve servire, perché se questo è inutile, allora è inutile tutto. Anche le stelle. Almeno credo. E anche tu… anche tu servi a qualcosa con la tu’ testa di carciofo.

Grazie a Nicoletta La Terra per aver partecipato all’incontro su Giulietta Masina di sabato 16 dicembre all’interno di Lezioni di Cinema al Museo del Mediterraneo di Livorno.

Miraggio e carteggio

Nel 1954 esce in Italia Geografia della fame, uno dei libri più conosciuti del sociologo brasiliano Josué De Castro, il quale voleva farne un film e per carteggio_dec_ross_zavquesto interpellò Cesare Zavattini. A un certo punto, mentre si va impostando il lavoro, si fa vivo Roberto Rossellini: anche lui vorrebbe girare una pellicola traendo spunto da quel libro.
Le lettere, le telefonate, i telegrammi che si scambiano i tre nel corso degli anni è un vero e proprio romanzo sulla realizzazione di un film: dalla scelta del genere (un documentario? una storia? un film a episodi?) al reperimento dei fondi, alla stesura della sceneggiatura, all’allestimento di una troupe.
Il film non verrà mai realizzato, ma di quel carteggio Maria Carla Cassarini ha realizzato per Edizioni Erasmo un bellissimo libro cui ho avuto la fortuna di collaborare.

Chet

bargajazz

Dalla metà del 1960 al dicembre 1961 nel carcere di Lucca fu recluso Chet Baker. La polizia lo sorprese nella toilette di un distributore di benzina, all’incrocio tra viale Europa e viale San Concordio, in possesso di una dose di eroina.
Durante il periodo di detenzione in San Giorgio, gli venne concesso di suonare la tromba per alcuni minuti, un solo giorno alla settimana. Molte persone allora ogni volta si radunavano sulle mura, in corrispondenza della cella, per udire quelle esecuzioni.

Mi pare che questa faccenda sia una bella metafora della capacità dell’arte di superare insesorabilmente e puntualmente le barriere e i muri imposti dall’uomo.
Questa foto l’ho scattata a Barga, nel corso di BargaJazz.

Angelica e le comete

Mercoledì 28 giugno 201719399809_10213644443374943_6070635789854800925_n alle 19,00 presso la Biblioteca Labronica di Livorno, in Villa Fabbricotti, coordino l’incontro che Fabio Stassi terrà con il gruppo di lettura della biblioteca per presentare il suo ultimo romanzo Angelica e le comete.
Si tratta di un libro poetico, animato dalla nostalgia per ciò che è irrimediabilmente perduto, eppure sopravvive.
Caldamente consigliato a chi ama La strada di Fellini, perché ritroverà personaggi e motivi.

Borg’ammozzano

borgoSabato pomeriggio scorso al circolo l’Unione di Borgo a Mozzano si è parlato del mio romanzo. Mi ha fatto particolarmente piacere, perché il libro si avvicina un poco ad uno dei suoi luoghi principali, la Garfagnana, dove non è mai stato, nonostante la provenienza del protagonista; poi perché a Borgo a Mozzano ho trascorso un anno molto bello e perché ha coordinato l’incontro Alessandro Canal.

Senza voce né sorriso

16992350_1402908823066169_3563548003765983441_o“Mi è stato chiesto perché mantengo nei miei film un’espressione particolarmente seria. La spiegazione è molto semplice. Fin dal mio esordio nel varietà ho potuto sperimentare che in un numero comico si riesce a far ridere il  pubblico tanto più quanto si resta indifferenti e poi quasi stupiti dall’ilarità del pubblico. In ultima analisi il film, per l’attore, è un’occasione per ‘fare l’idiota’: più sarà serio in questo e più risulterà divertente”.

Questa frase racchiude molti degli elementi della poetica di Buster Keaton. Ne parlerò venerdì prossimo, 3 marzo, nell’Aula Magna dell’Istituto Vespucci di Livorno, per un incontro dal titolo: “Senza voce né sorriso. Buster Keaton: titoli di coda”, all’interno del Corso di Cinema “…E poi anche le ombre si misero a parlare”, dedicato al passaggio epocale dal muto al sonoro.