Life style

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Concezione agonistica degli hamburger, in tutte le loro infinite varianti. In questo locale i nomi dei panini erano particolarmente aggressivi.
Anche se, a Toronto, soprattutto pare doveroso circolare con un bicchierone di carta che contiene “caffé americano”, coperto da un tappo che ha un apposito buco da cui spunta la cannuccia. Mi hanno raccontato di schizzi di caffé ovunque durante brusche e inattese frenate sui bus.
Circa il caffé, Starbucks ovviamente.

Synopsis

bayareaIn the late Twenties, Antonio Bevilacqua leaves the environs of Lucca, in hopes of an acting career in the off-Broadway theatres of San Francisco.
He comes from Fabbriche di Careggine, a little village in Garfagnana, the mountain region of Lucchesia (Tuscany).
Now Fabbriche di Careggine lies on the bottom of a lake after the construction of a dam. The dam has dammed the waters of the Edron river, creating an artificial lake. The town was evacuated. Every ten years the lake is drained for maintenance works on the dam. The ghost town emerges from the water.

In San Francisco Antonio comes into contact with the art world which centres on such figures as Ferlinghetti.
He is a DAGO, a CHIANTI, an ITHAKER.

For a time Antonio moves to Hollywood, where he is employed as a stand-in for Charlie Chaplin.
In the meantime, Antonio transformed himself into ‘Tony Drinkwater’ (the literal translation of his name)
He seems, therefore, to have found his ‘Merica’ of the ‘muvinpicce’ – a term derived from the English ‘moving picture’.
Tony speaks ITALIESE, an awkward yet somehow poetic half-English half-Italian pidgin used by the Dagos. For example, he says “giobbo” (from job), “stritta” (street), “corno” (corner), “sciumecca” (shoes maker).

In language as in life, Antonio Bevilacqua inhabits a no-man’s land between what he once was and what he has not yet become.
When Antonio goes back in Garfagnana, he is seen by villagers as an “american monster”. A reintegration is not possible anymore.

Raptors vs Bulls

blog_4Sicuramente è un modo diverso di concepire lo sport. Al netto dell’agonismo e del fatto atletico, che non mancano di certo e su cui non si discute, è il contesto che cambia radicalmente, perché il fatto sportivo consiste in un vero e proprio “Show”, soprattutto nella gestione delle pause, nelle forme di intrattenimento, nei servizi offerti (per dirne una: c’è una app, da scaricare sul telefonino, grazie alla quale bibite e panini vengono recapitati direttamente alla propria poltroncina – comodissima, tra l’altro). Di conseguenza, anche la fruizione dell’evento sportivo è profondamente diversa da quanto accade in Italia, dove la visione è sacra, il pathos non permette di girottolare e la tensione è spesso molto alta. Non una fruizione migliore o peggiore: diversa. Un altro mondo.
Con un punto però indubbiamente a favore: la partita è stata decisa da un paio di decisioni arbitrali dubbie. Fischi, grida e poi tutto è finito lì.

Art Gallery Ontario

Mi tengo accuratamente alla larga dai luoghi comuni circa la valorizzazione del patrimonio artistico, l’offerta museale, l’organizzazione delle risorse culturali e tutto il resto.
blog_6Mi limito a pubblicare due scatti da AGO (Art Gallery of Ontario). Il primo è il corridoio lungo il quale, al secondo piano, si snodano le sale.

 

 

 

 

 

blog_7 Il secondo è uno degli spazi riservati ai bambini (Kids Corner). Ho pure visto gruppi di bambini accompagnati nelle sale da un addetto.

A proposito di addetti, ce ne sono alcuni che gironzolano per le sale, si avvicinano ai visitatori e forniscono loro approfondimenti sulle opere, se vedono disponibilità all’ascolto.

 

The witty living encyclopedia and acute observer

Domani sera (mercoledì), l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, in collaborazione con Emilio Goggio Chair in Italian Studies ha organizzato l’evento “AN EVENING IN MEMORY OF UMBERTO ECO”
Il Prof. Rocco Capozzi dell’Università di Toronto, amico di Eco e profondo conoscitore della sua opera, terrà una Lecture dal titolo: Umberto Eco. The witty living encyclopedia and acute observer that the world will miss.

Umberto Eco ha insegnato proprio a Toronto, come Visiting Professor, nel 1998.

Wednesday, March 16, 2016 – 6:30pm – 8:30pm
Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron St., Toronto
Free admission

Corriere Canadese

Ieri a pranzo ho incontrato un giornalista del Corriere Canadese, uno dei quotidiani in italiano che si stampano a Toronto.
Italiano, vive in Canada da diversi anni. Chiacchierando, ho avuto la sensazione che, relativamente alle faccende italiane, conoscesse molte più cose di me. Più dettagliatamente e pure con una visione più ampia. Merito della distanza forse, che aiuta a vedere meglio. Per tenersi aggiornato, oltre a internet adocchia spesso i programmi della televisione italiana, che a Toronto sono trasmessi regolarmente.

blog_2Non potevamo non parlare degli italiani in Canada. Da quello che ho capito, anche parlando con altri italoamericani, l’emigrazione dei nostri concittadini ha conosciuto fasi e dinamiche molto articolate, che solo schematicamente sono riconducibili a due filoni. L’emigrazione “classica”, tradizionale, ad opera della generazione che va scomparendo e a cui via via si sovrappongono le generazioni successive, sempre più integrate, in cerca di lavoro; quella di più alto profilo, che ha visto nel tempo trasferirsi studiosi, universitari, professionisti. Due fenomeni che viaggiano parallelamente, ma con il primo che sembra decisamente prevalere sul secondo.
Mi pare un modo alternativo e prezioso per capire e conoscere l’Italia: osservare fenomeni e dinamiche degli spostamenti a partire dal punto di arrivo.

Kensington, Toronto

blog_1Toronto, Quartiere di Kensington.

Non distante dalla Downtown, si trova a nord ovest di Spadina ed è il centro multietnico della città. Pullulano i market di frutta e verdura e negozi di vestiti usati. Qua e là musica reggae, per strada o dai negozi che lasciano la porta aperta (e dentro, miracolosamente, fa caldo).
Stamani ho fatto la spesa al Fairland, supermarket non certo di grandi dimensioni ma con inequivocabili tracce di America all’interno.