Prefazione per “A”

Michele Cecchini
Prefazione per “A”
Prefazione alla raccolta di poesie dal titolo: “A”, ad opera di Riccardo Bonacchi (con lo pseudonimo di “A man from Mars”), pubblicata da Francesconi Editore. Il testo è rivolto alla figlia dell’autore, Emma, nata alcuni giorni prima dell’uscita del libro.

Alla pubblicazione del libro è seguita quella del blog: A man from mars


Che avremmo festeggiato il tuo arrivo, potevi anche immaginarlo. Dubito che qualcuno già ti avesse notato in giro, eppure non sei stata trattata da estranea.
Intuisco la portata emotiva che la tua presenza comporta adesso in lui e nella sua vita. Da tanto tempo avrebbe voluto incontrarti, ma il tuo arrivo deve essergli apparso improvviso. Non puoi negare di avere pianto anche tu, quando vi siete visti.
Verrebbe da chiedersi quale relazione sussista tra il fatto che tu sia qui, adesso, e la pubblicazione di queste sue poesie, finora timidamente confinate altrove, e in lingua inglese. Che sia stata tu capace di fargli vincere la reticenza?
Non so cosa ricaverai da questi versi. Non credo che tu li abbia già letti, probabilmente ancora non è tempo. E gli altri lavori, già te li ha mostrati?
Apprezzerai, ne sono certo, il suo senso estetico, che si esprime per sottrazione, mai per accumulazione. Questi componimenti, credimi, quanto più ridotti e scarnificati, tanto più ti appariranno densi e essenziali.
Riconoscerai le sue ruvidezze nell’andare dritto al cuore delle cose, senza girarci attorno né – figuriamoci – cercare scorciatoie. Non è il tipo che si perde in fronzoli. Sei d’accordo, no?
Non so dirti se apprenderai un qualche contenuto di verità da tutto questo: le domande poste sembrano più numerose delle risposte da dare.
Chissà se anche tu ti accanirai, come lui, contro le ipocrisie di una realtà che non è quella che si vede, se ti divertirai a smascherare quanto siamo fatti male e quanto male ci facciamo. Ti indignerai? O lamenterai la mancata indignazione altrui?
Chissà se cercherai qualche via di fuga. Non lui: il suo rigore non lo permetterebbe. E non fidarti quando ti parla di Marte: non è il tipo che distoglie lo sguardo.
Chissà se pure tu cederai alla visione cupa, disincantata che ogni tanto pervade questi versi. Oppure se prediligerai la difesa di una scelta, con la sua stessa cocciutaggine.
Non so dirti, insomma, se una qualche formula trapeli da questi componimenti. Posso solo dirti ciò che ne ho ricavato: il senso di una ricerca condotta con onestà e sincerità. Del resto, la ricerca è per lui una forma di approccio all’esistenza, e vale di per sé. Forse proprio questa insopprimibile necessità lo ha spinto ad incontrarti.
Potrai giungere, con lui, al paradosso, al sarcasmo, ad un sogghigno.
Oppure tu, con lui, continuerai cercare: ricominciando ogni volta da zero, con uno sguardo sempre nuovo, ogni volta da capo, con un’ingenuità via via da ritrovare. In una parola – anzi, in una lettera: a.


NOTE

Per ulteriori informazioni sull’attività di Riccardo Bonacchi: www.grafedia.it