ROMA

Ci sono film molto belli e poi ci sono film che esprimono un’idea del mondo e un’idea del cinema. ROMA di Alfonso Cuaron a mio avviso fa parte di questo secondo gruppo. Ci ho ritrovato la stessa poesia, la stessa grazia, lo stesso sguardo delicato eppure potente dei classici del neorealismo.

Le nostre ore contate

amerighi_fotoUna bella chiacchierata quella di ieri alla Feltrinelli di Livorno insieme a Marco Amerighi, che ha presentato il suo romanzo: Le nostre ore contate (Mondadori).
Lettura vivamente consigliata.
“Perché questo libro ha molte anime, e contiene molti temi e sotto-temi. Non c’è solo l’amianto e l’idea di una letteratura “politica” che illumini alcune tra le pagine più nere della nostra storia italiana: ci sono quattro adolescenti che vedono nella musica punk la possibilità di un futuro diverso da quello dei loro padri; c’è una Toscana aspra e solitaria, lontana dalle immagini stereotipate da cartolina, con i vitigni in fiore o le città d’arte; c’è un rapporto faticoso, quasi ribaltato, tra un padre e un figlio; e poi ci sono due casi di persone scomparse che fanno da il fil rouge all’intera narrazione”. (Sono parole dell’autore).

poesia dell’innocenza

masina_incontro– Eh… E già, poveraccio. Ma se non ci stai te con lui, chi ci sta? Io so ‘gnorante, però ho letto qualche libro. Tu ‘un ci crederai ma tutto quello che c’è a questo mondo serve a qualcosa. Ecco prendi quel sasso lì, per esempio.
– Quale?
– Questo… uno qualunque. Be’, anche questo serve a qualcosa, anche questo sassetto.
– E a cosa serve?
– Serve… Ma che ne so io? Se lo sapessi sai chi sarei?
– Chi?
– Il Padreterno che sa tutto… quando nasci, quando muori e chi può saperlo? No. ‘Un lo so a cosa serve questo sasso qui ma a qualcosa deve servire, perché se questo è inutile, allora è inutile tutto. Anche le stelle. Almeno credo. E anche tu… anche tu servi a qualcosa con la tu’ testa di carciofo.

Grazie a Nicoletta La Terra per aver partecipato all’incontro su Giulietta Masina di sabato 16 dicembre all’interno di Lezioni di Cinema al Museo del Mediterraneo di Livorno.

Miraggio e carteggio

Nel 1954 esce in Italia Geografia della fame, uno dei libri più conosciuti del sociologo brasiliano Josué De Castro, il quale voleva farne un film e per carteggio_dec_ross_zavquesto interpellò Cesare Zavattini. A un certo punto, mentre si va impostando il lavoro, si fa vivo Roberto Rossellini: anche lui vorrebbe girare una pellicola traendo spunto da quel libro.
Le lettere, le telefonate, i telegrammi che si scambiano i tre nel corso degli anni è un vero e proprio romanzo sulla realizzazione di un film: dalla scelta del genere (un documentario? una storia? un film a episodi?) al reperimento dei fondi, alla stesura della sceneggiatura, all’allestimento di una troupe.
Il film non verrà mai realizzato, ma di quel carteggio Maria Carla Cassarini ha realizzato per Edizioni Erasmo un bellissimo libro cui ho avuto la fortuna di collaborare.