La lettrice scomparsa

ghiaino Fabio, trovo finalmente il tempo di mandarti due righe circa il romanzo, come promesso. Ho terminato diversi giorni fa la lettura e mi è rimasto parecchio impresso. Innanzitutto, l’ambientazione: la Roma che i tuoi personaggi attraversano è intima, straniante, e la osservi con uno sguardo “forte” e poetico al tempo stesso. Anche la trama tiene e avvince, secondo me. Hai saputo dosare con equilibrio l’espediente della cura attraverso i libri, inscrivendolo in un giallo che si dipana piano piano e che, guarda caso, proprio grazie ai libri si risolve. Mi pare un bell’atto d’amore per la letteratura e per la lettura, mi è venuto in mente Truffaut a più riprese.
fabioCirca le “trappole” cui mi accennavi, e gli stereotipi: non direi. Ogni “visita” che il protagnista riceve è per il lettore un pretesto per conoscerlo più in profondità. Lui, che dovrebbe procedere ad analisi, finisce di fatto per subirle. Ed è un aspetto che lo contraddistingue e lo umanizza: il tuo personaggio dovrebbe avere le idee ben chiare perché si propone di dare consigli, in realtà appare spaesato e ciò che cerca è destinato inevitabilmente a sfuggirgli: su tutti, la faccenda dell’invio delle cartoline, davvero poetica ed efficace. Da questo punto di vista, poi, la commistione tra la trama e le riflessioni sulla letteratura offrono una miriade di spunti e soprattutto di letture a più livelli, che tu qualche volta suggerisci e qualche altra lasci impliciti, dando la possibilità al lettore di muoversi atuonomamente.
Insomma, un gran bel lavoro.