Biblioteca

Nei prossimi giorni, quando avrò un po’ più di tempo, non vedo l’ora di rintanarmi in biblioteca. Mi porterò dietro libri che so che non leggerò e appunti per cose che non mi serviranno, ma stare in una biblioteca mi piace tremendamente. L’atmosfera che si respira in una biblioteca è decisamente rassicurante. Innanzitutto perché si è circondati dai libri, e stare in mezzo ai libri fa bene. E poi la biblioteca è un luogo appartato, silenzioso, che impone la concentrazione. In biblioteca il tempo è sospeso, l’atmosfera ha un che di metafisico: non ci si può “fare un salto”, perché la biblioteca richiede tutto il tempo e ha il suo ritmo inevitabilmente lentissimo, dilatato.
In biblioteca è bello anche guardarsi intorno: ai tavoli sono seduti ragazzi alle prese con gli ultimi appelli prima dell’estate, qualcuno viene a leggere il giornale, altri hanno di fronte a sé pile di volumi, altri ancora sono chini su enormi raccoglitori dei giornali d’epoca. In biblioteca si parla sottovoce, quel poco che si parla. In biblioteca ognuno è un artigiano che affina il mestiere e rende a poco a poco più sensibili i propri strumenti. Ognuno coltiva anche i propri rituali: qualcuno appunta una matita prima di iniziare, altri sciorinano tutto il campionario di evidenziatori, altri ancora tengono gli occhiali nell’astuccio e li estraggono solo al momento opportuno. Capita che sfugga un sorriso complice tra due persone, magari di generazioni differenti, allo stesso tavolo. Le energie impiegate e il tempo trascorso in una biblioteca sono sempre ben spesi. Non si va ma via con la sensazione di avere impiegato male quelle ore.